sabato 10 luglio 2010

Un segreto di Pulcinella... o d'importanza?

Cari amici,

il mondo, si sa, è piccolo (primo luogo comune, ma verissimo) e il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi (altrettanto comune, anche se purtroppo molto meno vero). Qualche volta è necessario servirsene, come in questo caso:  è il ritaglio di un pezzo del sito (in realtà una specie di blog pubblicitario) di Enzo Avitabile, che potete consultare (a verifica di quanto scritto) a questo indirizzo web:



Leggendo tale sito, quindi, sembra proprio vero, il M° Gabriele Di Iorio, ormai praticamente ex direttore artistico del  Teatro Marrucino, ha diretto l'Orchestra del suddetto Teatro a Napoli. Bene, direte voi...  e lo direi anch'io, ma... Il blog porta la data del 2 APRILE 2010... non erano già sospese le attività a Teatro? Sembra di no, e di seguito riportiamo un testo copiato dal sito di Repubblica:

Canto di Passione Enzo Avitabile

"EXEREDATI Mundi" per il canto di passione di Enzo Avitabile. Dalle 21 il cantautore e polistrumentista partenopeo si esibirà nel Museo Diocesano, ovvero la chiesa di Donnaregina Vecchia (in Largo Donnaregina, traversa di via Duomo) in una performance a ingresso libero fino a esaurimento posti. Un'idea del cartellone "Magia delle arti - Pasqua a Napoli" promosso dall'Ente provinciale turismo (domani al teatro Mediterraneo c'è Lino Cannavacciuolo) che nasce per «esaltare il ruolo quotidiano dei diseredati. Che si muovono in un mondo già diseredato da sé. Per farlo ho costruito un progetto sinfonico - spiega l'artista, che di recente ha vinto il Premio Tenco con il cd "Napoletana" - celebrando le loro storie. La mia sarà una cantata scenica senza travestimenti pop, un lavoro essenziale di luce e messaggi. Potrebbe essere considerato anche un requiem, ma è da escludere qualsiasi pensiero a uomini illustri o personaggi storici famosi. Il mio concerto è solo per quelli di cui spesso non si ha memoria». Sorprendente il team che ha collaborato con Avitabile a questa messa in scena, da Mimmo Paladino per le scenea Cesare Accetta per le sculture luminose. «Da tempo desideravo che Paladino realizzasse non solo le sue installazioni per un mio spettacolo ma anche parte della regia. E così avverrà questa sera. Ci siamo incontrati su un linguaggio comune e siamo felici di camminare insieme lungo questa Via Crucis. Lui ha sposato i miei elementi di tragedia e li ha tradotti anzitutto creando una croce di legno. A questa è abbinato un sudario con alcuni simbolismi: le mani, le teste, i fucili, gli attrezzi dei muratori, i riferimenti a particolari scarpe e al dramma della pedofilia, che tramortisce l'infanzia. Fino al ricordo della strage di extracomunitari di Castel Volturno per mano dei camorristi legati a Setola». Per portare a compimento la missione, Avitabile ha deciso anche di rileggere qualche canzone dai suoi dischi innestandole nel recital che vedrà in palcoscenico l'orchestra del teatro Marrucino di Chieti diretta dal maestro Di Iorio e il coro polifonico Canticum Novum diretto dal maestro Terracciano. «Grazie a quei versi riuscirò a raccontare anche la quindicesima stazione, la Via Lucis. La porta che conduce alla speranza, al domani. La ricorrenza della Pasqua non allude alla morte di Cristo bensì alla sua resurrezione dal Sepolcro. Ovviamente registriamo il concerto, appena possibile ne pubblicheremo un cofanetto cd-dvd. E presto comincerò le registrazioni del prossimo album, che credo uscirà a settembre»
 
Un primo commento ai dati salienti: un Concerto per la Passione? Ha quasi il sapore di uno scimmiottamento... ma questo è solo un marginale aspetto di mancanza di buon gusto, a voler essere candidi. Il problema vero è che questa cosa la dice Repubblica,  uno dei più importanti quotidiani nazionali, e sembra un'intervista, per quanto anche un comunicato stampa può essere inviato in tale forma. Il fatto che Repubblica scriva una notizia comunque ha il suo peso, dunque dev'essere vero...


La risoluzione non è eccezionale, ma ecco, abbiamo trovato  persino la locandina dell'evento:
Qui sotto, il trafiletto ancora oggi visibile sul sito di Supereva: 
Venerdì 2 aprile alle 21.00, il Museo Diocesano ospiterà il concerto «Exeredati mundi – Via dolorosa del mondo», a cura dell’Orchestra Sinfonica del Teatro Marrucino di Chieti diretta dal Maestro Gabriele Di Iorio, del Coro Polifonico Canticum Novum diretto dal Maestro Biagio Terracciano. Voce Recitante: Enzo Avitabile. Musica e Testi di Enzo Avitabile. 
E questo è tratto da un Forum chiamato CONCERTI IN CAMPANIA:
popten

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« Risposta #61 il: Ven 02 Aprile 2010, 12:24:20 »

Enzo Avitabile
VENERDÌ 02 APRILE - NAPOLI
CHIESA DI DONNAREGINA NUOVA, ORE 21:00
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI
exeredati mundi



M° ENZO AVITABILE - MUSICHE, TESTI E VOCE RECITANTE
M° MIMMO PALADINO - ALLESTIMENTI SCENICI
ORCHESTRA DEL TEATRO MARRUCINO DI CHIETI - DIRETTA DAL M° G. DI IORIO
CORO POLIFONICO "CANTICUM NOVUM" - DIRETTO DAL M° B. TERRACCIANO
CESARE ACCETTA - FOTOGRAFIA 

ed ecco City:


Exeredati mundi


Nel programma di “Emozioni Pasqua” anche un inno ai diseredati del mondo: lo eleva “Exeredati mundi – Via dolorosa del mondo”, il concerto di Enzo Avitabile, che si esibirà con l’Orchestra Sinfonica del Teatro Marrucino di Chieti diretta dal Maestro Gabriele Di Iorio, e il Coro Polifonico Canticum Novum diretto dal Maestro Biagio Terracciano. (Stasera, ore 21. Museo Diocesano. Chiesa di Donnaregina nuova, vico Donnaregina, 19. Ingresso gratuito.)

02 aprile 2010



Per chi ancora fosse incredulo, suggeriamo il sito del Museo Diocesano, annesso alla Chiesa di Donnaregina Nuova e reale sede delle manifestazioni: http://www.museodiocesanonapoli.com/images/news/  dove potrete, cliccando sull'evento in questione, ammirare la sedicente Orchestra del Teatro Marrucino impegnata nell'esecuzione: a parte il Direttore, peraltro di spalle, non ci pare di scorgere volti noti fra gli orchestrali... e pensare che avevano proibito le foto...


Quello di Enzo Avitabile e di Gabriele Di Iorio è un connubio reciprocamente fruttuoso, che parte (a quanto ne sappiamo) dal 2008, precisamente dall'esecuzione della Sinfonia 'La Lazzara' dello stesso Avitabile, diretta da Gabriele Di Iorio al Marrucino; il Capodanno 2009 una replica a Napoli; nella Settimana Mozartiana 2009, inoltre, Avitabile è stato invitato per un concerto jazz (ebbene sì... ma Mozart era un famoso jazzista?).


Bene - direte voi - cosa c'è di male? Nulla, solo non riusciamo a capire alcuni dettagli: in primis, a metà marzo l'Orchestra del Teatro Marrucino ha interrotto la produzione ed il cartellone concertistico-operistico per mancanza di fondi: come (e dove) ha allestito la nuova opera di Avitabile? Secondo: con quali soldi sono stati pagati gli orchestrali? Terzo, e più importante: CHI erano gli orchestrali?


Perchè qui sta il bandolo della matassa: sarebbe stato infatti onorevolissimo effettuare, nonostante i tagli, una produzione reperendo il cachet all'esterno, ovvero vendendo un prodotto al di fuori del circuito comunale o della cosiddette Rete Regionale. In tal modo, sia pur temporaneamente, si sarebbe alleviato il disagio di tanti bravi musicisti che hanno fatto la scelta poco felice di credere nella sopravvivenza dell'Orchestra del Marrucino.


In realtà sappiamo per certo che molti degli orchestrali che conosco personalmente, incluse diverse prime parti, erano a casa o impegnati  in concerti in quella data e nei giorni immediatamente precedenti. Inoltre, alcune persone che (dato il clima) preferiscono non essere citate, ma di cui conosco la buona fede, sostengono che quella che ha effettuato il concerto è l'Orchestra Nova Amadeus di Roma, che ha accettato di suonare sotto il nome di Orchestra del Teatro Marrucino di Chieti, come si legge (male, purtroppo) dalla locandina. A tutt'oggi non sono in grado di confermare con certezza quest'ultimo dato, mentre quel che è certo è che qualcun altro (anzi direi parecchi altri) ha suonato con il nome di Orchestra del Teatro Marrucino. Però sotto la guida del vero Gabriele Di Iorio.


E' tutto lecito? Si può dire 'io sono Tizio' se si è Caio?  Il Comune (quello di ora e/o quello di allora) non ha niente da dire? Ne è informato? Lo sapevano i cittadini di Napoli presenti al concerto? E poi, com'è quest'orchestra? Buona come quella che ha "rappresentato"?


Volutamente non aggiungo altro, non entro nel merito di possibili finalità o convenienze, a chi frequenta il mondo musicale sono abbastanza chiare da quel che è già scritto, mentre agli altri non diamo oltre un'impressione deprecabile dell'ambiente musicale e dei suoi 'grandi' protagonisti: l'ultima volta che l'ho fatto ho persino ricevuto intimidazioni, ma anche questo non stupisce, alla luce di sempre nuove e sorprendenti vicende che (ripeto, il mondo è piccolo...) vengono fuori, giorno dopo giorno...


Ho anche scoperto che qualcuno, questa storia, già la conosceva, ma non le ha dato importanza: data la situazione farsesca, ed il luogo dove si è ambientata, direi che si può sciogliere il dubbio a favore del segreto di Pulcinella.

giovedì 8 luglio 2010

Le Rievocazioni Storiche...


Credo che non esista un modo più crudele per uccidere la genuinità di un'esecuzione di musica antica con criteri filologici. Credo anche che la connivenza anche di noi musicisti (ahimè) talvolta 'costretti' da motivi economici, ad accettare esecuzioni che poco o nulla hanno di artistico e che di fatto vanificano tutto il lavoro di ricerca, le prove, l'esercizio di gusto, l'arrangiamento, insomma tutto quel lavoro preziosissimo che facciamo durante l'anno.

Dirò di più: siamo noi (beh, io mi sono sempre opposto, ma mi accollo la mia parte di responsabilità come 'categoria') che, accettando in passato di partecipare ad 'eventi' (meglio definirli 'calderoni') che volevano unire partecipazione di massa, ritorno commerciale e/o turistico e 'cultura' (la giustificazione culturale, tante volte, la fornivamo noi), abbiamo buttato fuori dai teatri la Musica del Medioevo, per esempio.

Quella rinascimentale? Spesso confusa con la precedente, di fatto è oggi praticata da rarissimi gruppi (come il mio...) o da ensemble vocali, e lotta strenuamente per non finire nel medesimo calderone.

Purtroppo, anche rinomati Festival di Musica Antica non si fanno scrupolo di accettare 'compromessi' (stasera sono propenso ad eufemismi) pur di fare 'immagine' o 'cassetta' (che è lo stesso, se paga l'Ente pubblico che guarda solo ai numeri, ergo ai voti).

Vi racconto un'esperienza dello scorso anno: un quotato Festival nel sud Italia, direzione artistica di un musicista di buon livello, di ottima cultura musicale specifica, dunque nessun alibi d'ignoranza.
La location? Il SAGRATO DI UNA CHIESA in una piazzetta di un borgo antico. Sedie di plastica per il pubblico, effetivamente numeroso. Formazione, sei musicisti e sei danzatrici. Acustica? ZERO. Non c'è problema ragazzi... c'è l'AMPLIFICAZIONE!

Ma come, l'amplificazione in un concerto di musica Antica, in una Rassegna di musica Antica??

SI.

Microfoni panoramici? NO DIREZIONALI. Quindi equalizzazione a discrezione del fonico, ovviamente aduso a pop o folk music. Beh, vi avranno messo delle SPIE... e dove? non c'era spazio, e poi, non erano previste.

Bene, quindi il pubblico sentiva forte e chiaro, ma voi non sentivate nulla o quasi di quel che facevate?

ESATTO

... e com'è andato il concerto?

Abbastanza bene, date le premesse, l'umidità che ti scorda le corde di budello, ti ottura i flauti e ti fa calare il cembalo, ma al 10% delle nostre possibilità.

E questo era un vero concerto, a suo modo. Nelle RICOSTRUZIONI STORICHE il Medio Evo è sinonimo di Cornamusa e Ghironda. Se c'è, un tamburo. Flauti dolci? Non si sentono, e quelli acuti danno fastidio.

Se poi è prevista la CENA MEDIEVALE, dopo i primi pezzi potete suonare qualunque cosa, tanto al primo pezzo di formaggio i musicisti passano in secondo piano, se non scompaiono nel rumore di fondo delle posate (posate? mah...) o non vanno a finire fra i rumori molesti.

Che dire?

Cito un mio amico musicista e fedele collaboratore da 19 anni, che ha tradotto in Abruzzese una sentenza del grande Toscanini: "All'apert si joche a bocce"
Traduco per i non abruzzesi: ALL'APERTO SI GIOCA A BOCCE.

Non si fa musica antica.

Luca

Artisti per l'Abruzzo: una rete di salvataggio per la cultura

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