lunedì 15 agosto 2011

Trombe e Tamburini: verità o falso storico?

Cari Amici

purtroppo sono costretto a tornare su un argomento che non affronto per la prima volta, e che riguarda le 'cosiddette' Rievocazioni Storiche: un tipo di iniziativa estiva di grande successo e di grande effetto, che in qualche caso, grazie all'impegno degli organizzatori, si concretizzano in ricostruzioni che tendono ad avvicinarsi a scene o momenti (peraltro irrealmente concentrati e ravvicinati per esigenze di... spettacolo) della vita dell'epoca, mentre nella maggior parte dei casi non sono altro che sagre di paese in costume. 

Fra le responsabilità più pesanti di questo tipo di iniziativa c'è la convinzione che la Musica Medievale sia solo quella di quelle quattro note di 'Tempus Transit Gelidum' riprodotte in filodiffusione (... c'era, nel Medioevo? mah...) ossessivamente per tutta la durata della sagra e come conseguenza il relegare la stessa alle strade ed agli artisti di strada, cacciandola fuori dai teatri e dalle chiese, insomma, dalle stagioni concertistiche. 

Tromba del 1300 (mancano due settori per completarla)
E' capitato, negli oltre trent'anni di frequentazione della Musica Antica, di dover partecipare ad alcune di tali iniziative: la decisione, di qualche anno fa, di rinunciare a qualsiasi proposta che non garantisse quantomeno la dignità dell'esecutore. Un anno, però, ho dovuto cedere alla pressante riuchiesta di sostituzione di un amico, e mi sono trovato con iniziale lieta sorpresa, in una Rievocazione non Medievale ma Rinascimentale: peccato che gli organizzatori pretendessero un numero massimo di tre esecutori, di cui uno percussionista... non starò qui a raccontare come abbiamo risolto il problema, direi anzi che quella (che non citerò) era una rappresentazione molto curata. Anzi, troppo: una donna di una certa età, esagitata, mi redarguì vedendomi bere dell'acqua da un bicchiere di plastica, e mi ingiunse di togliermi gli occhiali... peccato che, proprio in quel momento, passassero di lì gli immancabili tamburini con la fanfara di trombe, e che gli uni utilizzassero per i rullanti pelli sintetiche trasparenti (plastica...) e l'altra delle sorte di chiarine, ma con tre tasti... 

Allora, andiamo con ordine. La tromba è uno strumento a fiato nato per la segnalazione, che in seguito si rivelò molto adatto anche per l'uso in campo artistico: inizialmente esisteva la cosiddetta tromba naturale o chiarina, che, grazie alla lunghezza del tubo sonoro permetteva di eseguire melodie complesse con il solo utilizzo delle labbra. 

L'arte dei suonatori di tromba veniva presa molto sul serio: essi erano raggruppati in una categoria apposita e suddivisi a seconda delle competenze e dell'esperienza. Se un suonatore di rango inferiore osava eseguire melodie professionali, esso veniva multato e ripreso severamente.  L'esistenza di questa corporazione è la causa delle scarse melodie rinvenute dal Medioevo: esse venivano tramandate oralmente solo tra gli appartenenti alla categoria e custodite gelosamente. 

Trombettista, Quadro del tardo '300.
Nel Medioevo le trombe potevano essere diritte o ritorte. Alcune di queste ultime avevano la tecnologia della coulisse, poi divenuta appannaggio del trombone, ed erano dette trombe da tirarsi, come nell'immagine a lato. Venivano usate nello stesso modo ma, poichè queste ultime avevano un tubo metallico molto più lungo, era possibile ricavarne un numero maggiore di suoni. L'aristocrazia si riservava il diritto di mantenere degli speciali corpi di trombettieri per accrescere il fasto della corte, ma lo strumento veniva usato anche nella musica per la danza. In molte miniature si può osservare l'immagine di un piccolo complesso comprendente tromba, cornamusa e bombarda che da un palco allieta una festa o un banchetto. 

Nel Tardo Medioevo venne proposto un nuovo genere di tromba chiamata da tirarsi, strumento che tramite una maniglia permetteva di espandere la lunghezza del tubo sonoro e quindi di modificare l'intonazione delle note: da questo strumento venne ricavato il trombone nel XV secolo.

L'estensione dello strumento era limitata agli armonici della nota fondamentale prodotta, e le diverse note suonate potevano indicare diversi comandi che le truppe dovevano eseguire. Nelle versioni successive il tubo venne ripiegato su sé stesso, ottenendo uno strumento notevolmente meno ingombrante e dunque più facilmente trasportabile.

Sin qui, anche osservando gli esempi iconografici forniti, non si vedono trombe diritte con pistoni. Nel Rinascimento, e poi nel Barocco,  si ovviava alla limitazione dell'estensione e delle alterazioni con il praticare dei piccoli fori lungo il canneggio dello strumento. Nel video che segue, potete chiaramente osservare la forma di una tromba barocca (affatto difforme, molto più semplice di quella usata dai cosiddetti suonatori medievali delle sagre) e la tecnica sopraffina di uno dei più grandi esecutori di tromba barocca, l'italiano Gabriele Cassone.


E' infatti, dopo diversi tentativi di estendere la gamma di note emesse, e molti celebri fallimenti, solo verso il 1820 che furono applicati i pistoni, che consentirono finalmente di eseguire sullo strumento l'intera scala cromatica, fino al limite fisico di circa tre ottave. Per questa ragione possiamo tranquillamente concludere che quelle trombe usate nelle sagre medievali sono chiaramente un grossolano falso, in pratica una scusa per appendere uno stendardo ad una canna... 

Vogliamo parlare dei Tamburini? L'iconografia, in proposito, non ne mostra tanti... In ogni caso, anche volendo utilizzare i rullanti militari, dopo essersi chiesti se in un piccolo borgo il signorotto potesse permettersi di tenerne al soldo una quindicina, è perentorio ed irrinunciabile che si utilizzino il tiraggio a corde e la pelle naturale, e non quelle assurde in plastica che si vedono ovunque. In qualche caso ho addirittura visto direttamente dei 'tom' o dei 'muti' staccati da una batteria e fissati con delle corde...

Il suono, con la pelle vera, ne gioverà, anche se sarà necessaria qualòche attenzione supplementare, tipo un accendino, per disperdere l'eventuale umidità e tendere la pelle. Certo, nel Medioevo glòi accendini non c'erano, ma possiamo transigere per evitare pericolosi falò in mezzo al borgo...
Mi rendo conto che è molto più facile suonare con le tecnologie di oggi, ma è esattamente questo che tradisce lo spirito iniziale con cui parte l'idea di queste rievocazioni. Non è nè facile nè scontato, molti attrezzano dei laboratori e dei corsi che durano tutto l'anno che precedono l'evento: per prepararsi bisogna rivolgersi alle giuste professionalità (che ci sono, anche se a volte costano) ed evitare le imposizioni dall'esterno o le scorciatoie che non possono che portare ad un risultato povero ed inadeguato.

Non ho volutamente citato le due Rievocazioni Storiche cui mi riferisco, perchè riconosco un sincero spirito di ricerca che le anima: tuttavia non tutto è ancora perfetto, e forse così posso dare anche il mio contributo ad un necessario miglioramento tuttora possibile.

Luca Dragani 

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