mercoledì 20 febbraio 2013

Musicologia Abruzzese: l'impegno del Fairy Consort

Carissimi amici,

l'occasione è un'iniziativa lodevole presa dal Prof. Francesco Sanvitale, che sabato prossimo, 23 febbraio alle ore 18 nella Sala di Musica di Palazzo Corvo a Ortona, in una cerimonia ufficiale donerà al Comune di Ortona una moneta coniata nella cittadina abruzzese nel 1495.

Il Fairy Consort parteciperà con un breve concerto in cui eseguirà musiche di Edoardo da Ortona e di un altro misterioso musicista che si sigla 'Fr. M. de Ortona', presenti in un manoscritto della Biblioteca Comunale 'Augusta' di Perugia.

Edoardo da Ortona (Aedvardvs Ortonensis) è un autore interessante del XV secolo. Due sue composizioni, una bella Messa a 3 voci ed una composizione strumentale dal titolo ‘In tormento sempre vivo’ (prima esecuzione assoluta eseguita in occasione della II Giornata di Studi ERTA Italia da Luca Dragani, Stefano Bragetti e Nicola Sansone, su trascrizione di quest'ultimo), sopravvivono nel Ms. PerBc431 (ex G20) della Biblioteca Comunale di Perugina.

Questo manoscritto, che contiene anche opere di autori più celebri, fra cui Morton, Guglielmo Ebreo, Agricola ed altri, è stato esaminato da alcuni studiosi fra i più importanti, e uno di questi, il danese Knud Jeppesen, esaminò e catalogò le sue composizioni: questa fu un’ulteriore causa di oblio per il nostro conterraneo, che lo Jeppesen catalogò come Aedvardus Cortonensis, includendo erroneamente fra il nome ed il cognome la ‘C’ di ‘Cantus’, un capolettera istoriato della pagina del manoscritto[1]. Come tale, per esempio, è citato nel DEUMM[2].

Chi gli restituisce cittadinanza abruzzese è invece Allan Atlas, che cura l’edizione della ‘Missa Sine Nomine’ per una piccola casa editrice inglese nel 1987, la Antico Church Edition, che fallisce poco dopo. Nella prefazione egli riporta sinteticamente i suoi studi sulle origini del manoscritto, collocandolo giustamente in area napoletana mediante lo studio dei ‘watermarks’ e datandolo fra il 1480 ed il 1500[3].

Egli però commette, se non un errore, quantomeno un arbitrio, confonsendo Ortona a Mare con Ortona dei Marsi per il luogo di nascita del nostro autore: egli ipotizza infatti che Edoardo fosse un musicista al servizio dei Cantelmo, signori di Popoli, che avevano fra l’altro, dal 1454, il titolo di Conti di Ortona e Carrito. Avalla tale ipotesi notando che i Cantelmo (di origine Angioina) fossero amanti della musica, sulla base di un inventario di epoca più tarda.

E’ vero peraltro che, nella seconda metà del XV secolo, Ortona a Mare era ben più importante città, dotata di un porto, un castello (il Castello Aragonese, fatto edificare dal Caldora), una delle prime stamperie (frutto della mediazione di Giovanni da Capestrano nel contenzioso inesauribile con Lanciano), la quale fu collocata nel Convento dei Frati Minori[4]. Questo dato è importante, poiché nel Manoscritto è presente un’altra figura di cui si conoscono solo le iniziali, Fr. M. de Ortona, cui viene attribuita una composizione dal titolo ‘Decus morum Dux Minorum’ destinata all’uso liturgico dei Frati Minori Francescani e che, all’esame stilistico di alcune altre composizioni, fra cui il Magnificat, potrebbe essere lo stesso Edoardo, identificato come ‘Fr(ater) M(inor) de Ortona’ in quanto appartenente a quest’antico ordine religioso.

Infine, non vi sono stati, ad Ortona de’Marsi, chiese o conventi francescani.

Sembra pertanto di poter concludere che l’origine più probabile del nostro compositore e del suo possibile conterraneo sia proprio Ortona.

Il Fairy Consort si esibirà con la seguente formazione:

Paola Incani - mezzosoprano
Mariusz Szymanski - baritono
Roberto Torto - flauti dolci
Luca Matani - viella
Luca Dragani - flauti dolci, viola da gamba, ance rinascimentali



Siamo grati al prof. Francesco Sanvitale per aver pensato al nostro insieme soprattutto perchè sul fronte della ricerca musicale diantichi autori d'Abruzzo il nostro impegno è costante sin dagli esordi.

Cogliamo inoltre l'occasione di questo concerto e della pubblicazione di un video su Facebook di una spettatrice relativo ad una nostra esibizione per la rassegna di Musica Antica 'Seicentonovecento', per condividere con voi un brano di Cesare Tudino da Atri, la villanella a 4 dal titolo 'O bella sopra tutte'.

Il brano è eseguito da Paola Incani, soprano, Mariusz Szymanski, baritono, Luca Matani, viola da braccio, Luca Dragani, viola da gamba, Roberto Torto, flauto dolce soprano ed Antonello di Matteo, flauto dolce tenore.

Riteniamo importante farlo, in un periodo in cui sorgono iniziative anche lodevoli di riscoperta di questo pregiato patrimonio musicale, perchè non si perda la memoria di chi fra i primi ha percorso, senza le agevolazioni tecnologiche oggi disponibili, queste strade poco battute.

Grazie dunque a Teresa Maria D'Agostino per la preziosa testimonianza.
                                                                                                              
Luca Dragani


[1] Knud Jeppesen La frottola II. Zur Bibliographie der handschriftlichen  musikalischen Uber lieferung des weltlichen Lieds um 1500, Universitetsforlaget, Ahrus, Copenhagen, 1969.
[2] DEUMM  - Le Biografie, Vol. I, 1985, UTET Torino, p. 24
[3] Allan Atlas, Aedvardvs de Ortona, Missa sine Nomine, Antico Church Edition, 1987, p.2-3
[4] Antonio Politi, Ortona, Carabba,1974

sabato 2 febbraio 2013

Due necrologi

Cari amici, 

due persone care, distanti fra loro per geografia e cultura, ma egualmente importanti per il mio percorso musicale, hanno lasciato questa Terra da poco. Non ho alcuna pretesa biografica verso di loro, voglio solo ricordarli per quel che erano, musicisti con cui ho condiviso piccoli segmenti di esperienza e tanto affetto.

Di Alberto Rossi conosco molto bene anche la storia clinica, avventurosa forse più di quella musicale: è sopravvissuto a mali spietati più volte, riemergendo ogni volta più maturo e più allegro: ma oltre ad essere argomento sensibile e tutelato dalla giusta privacy, credo non sia interessante per nessuno, ormai. 

Resta il fatto che ora non è più fra noi, con la sua ironia pungente (e quanto!), i suoi scherzi, le barzellette che quando non poteva raccontartele di persona te le mandava via mail... Non ci sono più le sue curiosità esoteriche, che sapeva di condividere con me: mi regalò una copia di un trattato di Ildegarda di Bingen, di erboristeria, che conservo gelosamente.

Ma ovviamente le esperienze più intense sono state quelle musicali: Alberto era un grandissimo cornettista, suonava uno strumento raro e lo suonava bene, da musicista qual'era. Disponibile ed intuitivo, era una risorsa preziosa negli insiemi strumentali. 

Anni fa, nella celebrazione della Giornata della Memoria del 27 gennaio 2008, avevo la necessità di un crescendo in un punto preciso dell'Alleluia di Salomon Rossi. Come farmi capire dai cantanti? Uno sguardo ad Alberto, ed ecco che grazie al cornetto avviene il 'miracolo': non ricordo chi definì il suono del cornetto 'un raggio di sole nell'oscurità'. Ebbene, a questo pensai allora, ed è questo ricordo che associo più volentieri ad Alberto ed al suo modo di suonare, un messaggero di Luce che illumina con il suo suono la visione musicale.

Ciao Alberto, ci mancherai...

Con Elena Grilli Trabucco invece se ne va un pezzo di storia della musica teatina. Posso definirla un'amica? Non lo so, per me era la 'Professoressa Trabucco', una persona importante, e quando fino a poco tempo fa ancora venica ad ascoltare i concerti di 'Musica e...' mi sentivo onorato e meravigliato. Anche qui, altri meglio di me potranno ricordare il suo lungo operare musicale, intenso ed incessante, la sua attività didattica, quella concertistica e quella di consulenza artistica. Per esempio sua figlia Linda, lei sì, amica cara e compagna di viaggio musicale per due bei periodi, con le sue abilità di scrittrice, sicuramente può far meglio del sottoscritto. A lei tutto il mio cordoglio ed il mio affetto... 

Io invece posso dire che 'la Prof' ha avuto un ruolo importante per il mio percorso musicale: mi ha incoraggiato agli inizi, quando suonavo 'a orecchio', proponendomi e appoggiandomi spassionatamente. Anche qui, una cosa che ricordo con orgoglio, che considero un onore. 

Una donna d'altri tempi? Forse, nell'apparenza, nei modi cortesi, nell'eleganza... ma una donna modernissima, efficiente, intraprendente, colta, indipendente, in un periodo ed in una città 'perbene' come la Chieti che lei ha animato fino a ieri, in cui le donne avevano uno spazio ancora inferiore a quello di oggi.

Carissima Professoressa, grazie ancora per tutto, mi mancherai, come a molti altri che già me lo hanno testimoniato.

Da qualche giorno, l'orchestra del Paradiso ha due nuovi solisti, mentre di qua la musica è più povera.

Luca Dragani

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